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A mio figlio piace leggere!

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Come crescere lettori appassionati

“Il verbo ‘leggere’ come il verbo ‘amare’ non sopporta l’imperativo.”

Questo è ciò che sostiene Daniel Pennac nel libro “Come un romanzo” che, in relazione al piacere di leggere, rimane una sorta di breviario. Dunque se vogliamo far sì che bambini e bambine amino la lettura non possiamo contare sul fatto di costringerli a leggere.

Dobbiamo invece adoperarci per far sì che il libro venga considerato una fonte di soddisfazione e che l’atto necessario del leggere coincida con il piacere di farlo. Si tratta di realizzare intorno al libro un’aria di complicità che dia ai bambini la sensazione di essere ammessi a far parte di un mondo segreto, riservato a pochi privilegiati.

L’impresa è ardua, ma non impossibile, di seguito trovate alcuni suggerimenti che, contestualizzati in base all’età e allo specifico “mondo” del bambino, possono aiutarvi nel portare a compimento questa sfida di fondamentale importanza.

  • Fin dai primi mesi di vita del bambino, facciamo in modo che egli stabilisca confidenza con l’oggetto – libro, presentandolo come un “giocattolo” tra i giocattoli, un oggetto da mordere, battere, rompere, esplorare.
  • Allo stesso modo facciamo sì che in casa “circolino” libri, che se ne respiri la presenza e la frequentazione, anche attraverso commenti alle letture fatti da membri della famiglia, in momenti non formali come il pranzo o la cena.
  •  Leggiamo noi per primi: l’esempio di adulti che leggono, che dedicano a questa attività momenti di relax e di piacevolezza, faranno sì che il bambino percepisca la lettura come fonte di benessere e di soddisfazione.
  • Raccontiamo, raccontiamo tanto e sempre ai bambini, storie popolari, fiabe classiche, invenzioni costruite a partire da episodi realmente accaduti nella vita quotidiana del bambino: il racconto orale è introduzione e affiancamento alla lettura delle storie.
  • É importante leggere a voce alta per il bambino dando ritmo e intonazione alle parole con partecipazione densa, alzando gli occhi dalla pagina per incontrare quelli del bambino che ascolta. Per intuire, per raccogliere emozioni, per aggiustare il tiro, per rinnovare le proposte.
  • Dedichiamo alla lettura “con” e “per” i bambini un tempo, anche brevissimo, ma rituale, cioè ripetuto nel tempo e “assoluto”, dopo aver spento i cellulari e allontanato altre fonti di distrazione.
  • Cerchiamo di capire quali sono i gusti del bambino o della bambina che abbiamo di fronte e proponiamo libri che possano interessarli. Possiamo poi, quando il bambino sa già leggere, scegliere storie che si prestino a una lettura a due voci, in cui adulto e bambino si alternino in una sorta di lettura “a staffetta”.
  • Abituiamoci a scegliere, frugare, scavare nell’enorme quantità di produzioni letterarie rivolte ai ragazzi, per trovare storie che conquistino il bambino: l’irriverenza, il colpo di scena, l’imprevisto, le battute, il mistero, l’intrigo li conquisteranno, così come la paura che si placa nel quieto mare della rassicurazione, il grido di terrore che si pacifica all’apparizione dell’eroe, il proprio problema che si stempera nella condivisione e nel rispecchiamento.
  • Adottiamo come criterio imprescindibile, al di là della varietà dei generi, la qualità dei libri proposti ai bambini. Per questo esaminiamo i contenuti, le illustrazioni, il linguaggio, la veste grafica.
  • Portiamo i bambini in biblioteca, lasciandoli liberi di esplorare i libri che li incuriosiscono; utile sarà anche renderli responsabili della loro tessera per il prestito e delle condizioni a cui è consentito portare a casa e restituire i libri scelti.
  • Frequentiamo le librerie insieme ai bambini, insegnando loro a orientarsi e a esplorare la sezione di maggiore interesse.
  • Mettiamo a disposizione e lasciamo liberi i bambini di leggere libri di generi diversi: graphic novel, albi illustrati, fiabe, riviste per ragazzi, testi divulgativi.
  • Favoriamo il passaggio da un “media” all’altro: guardiamo insieme un film, poi proponiamo la lettura del libro da cui il film è stato tratto oppure sperimentiamo il percorso inverso.
  • A vari livelli, a seconda dell’età dei bambini, possiamo coinvolgerli nell’interpretare la storia dopo averla letta, con una drammatizzazione semplice, usando anche mezzi improvvisati e facilmente reperibili, costruendo “scatole delle storie” in cui si raccolgono oggetti presenti nel racconto.
  • Seguiamo i consigli che troviamo nel web, in siti specializzati come quello di Raffaello Editrice che nella rubrica “Dai, leggiamo fornisce consigli di lettura suddivisi per fasce di età e per argomenti.
  • Teniamo presenti i 9 modi per insegnare a odiare la lettura indicati da Rodari: sono lontani nel tempo, ma hanno ancora una loro audace attualità, soprattutto quando raccomandano di non contrapporre, ma di integrare il libro ad altre forme di linguaggio, che riguardano oggi soprattutto le numerose sollecitazioni del multimediale.
  • Promuoviamo incontri tra genitori per scambi di idee, proposte e consigli tra persone che abbiano a cuore gli stessi obiettivi riguardo all’educazione alla lettura dei propri figli.

E infine non dimentichiamo che le basi per crescere un lettore appassionato, e soprattutto felice, partono dall’ascolto del bambino, dall’osservazione dei suoi bisogni, dal rispetto dei suoi tempi e dalla forza delle storie che sapremo proporgli.

Scopriremo così che l’obiettivo di noi genitori-pionieri della lettura è stato raggiunto: per i nostri ragazzi amare i libri non sarà doveroso, ma inevitabile!

Patrizia Ceccarelli

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