Dai, leggiamo!

Divertirsi giocando con le parole

A, B, C… ogni lettera una filastrocca, ogni filastrocca un mondo da scoprire. Una raccolta di filastrocche deliziose, ironiche e leggere… ognuna su una lettera dell’alfabeto. Dalla leggerezza di questi versi e di queste rime zampilla una realtà giocata con sguardo scanzonato e sognante, che dà vita a un “dizionario fantastico di cose ordinarie”.

PER PARLARE DI:

  • Alfabeto
  • Filastrocche
  • Quotidianità

CLASSE DI RIFERIMENTO
Bambini di classe 1° e 2°.

COME LAVORARE SUL TESTO
Il carattere allegro e vivace delle filastrocche permette di creare in classe un’atmosfera divertente.
Si potranno leggere e rileggere le filastrocche, ritmarle battendo le mani, smontarle e rimontarle.
Nello stesso tempo si guideranno i bambini ad educare “lo sguardo” e a vedere un po’ più in là, oltre la facciata e l’apparenza e percepire gli altri come persone “complesse”.

Vale più la libertà o la vanità?

La vita tranquilla e pacifica di Lucillo cambia di colpo quando il suo padrone lo porta a una gara di bellezza per cani. Chiuso in gabbia, obbligato a sfilare insieme a cani vanitosi, Lucillo è triste e decide di scappare.

PER PARLARE DI:

• Il giusto modo di rapportarsi con gli animali;
• Situazioni che non sentiamo nostre;
• L’importanza che diamo noi alle cose;
• Il piacere di essere se stessi.

CLASSE DI RIFERIMENTO:

Bambini di classe 1°.

COME LAVORARE SUL TESTO:

Questa storia fa riflettere su quali siano i valori della vita. Lucillo è il protagonista che alla fine non viene scelto come vincitore della gara. Lui passa per un attimo in secondo piano, i riflettori sono sui cani premiati arrivati primi per la loro bellezza esteriore. Ma alla fine è Lucillo il vero vincitore. Gli altri cani non sanno cosa farsene di tutte le coppe e medaglie, mentre Lucillo ha un osso vero da rosicchiare.

I superpoteri delle mamme

Esistono sogni belli e sogni brutti. I primi consentono di appagare ogni desiderio ed ogni capriccio in un mondo irreale, assecondando il principio di piacere dominante in ogni bambino. I secondi invece sono terribili, spesso si ripetono costantemente più o meno uguali e immobilizzano dalla paura.
L’unica via di salvezza sarebbe il risveglio col cuore in gola ed il respiro affannoso, se non intervenisse Supermami. La nostra mamma trasformata in supereroina affronta gli incubi peggiori, sconfiggendoli definitivamente con rimedi assolutamente originali.

PER PARLARE DI:

Piaceri da appagare, paure della notte e brutti sogni, peculiarità delle figure di riferimento affettivo.

CLASSE DI RIFERIMENTO:

Bambini di classe 1°.

 COME LAVORARE SUL TESTO:

A ciascun bambino capita di avere incubi e ciascun adulto si ricorda di averne avuti da piccolo.
Supermami è la risposta giocosa e rassicurante alle immagini e alle esperienze negative che assalgono i pensieri dei nostri bambini quando chiudono gli occhi o prima di andare a nanna, suggerendo ai lettori una soluzione se non realmente praticabile, almeno spassosa e rassicurante.
Supermami ricorda a tutti i bambini che esiste sempre un affetto stabile e sicuro nella loro vita su cui poter fare affidamento nei momenti in cui ci si sente disperati. Ma allo stesso tempo rammenta alle mamme, e ai genitori in generale, che la cura dei loro bimbi continua giorno e notte.
Supermami permette di:
• Ascoltare o leggere il testo in rima divertendosi;
• parlare dei propri brutti sogni, liberandosi così delle paure, o dei propri piaceri immaginari;
• giocare con le rime del libro o inventarne altre.

Impariamo le buone maniere

Nel mondo in cui viviamo, le parole della gentilezza sono finite un po’ in soffitta.
Per fortuna, nel Regno di Belgarbo, Re Garbato le protegge con le sue leggi.
Un giorno però arriva Leopoldotto Ammazzadraghi: sarà anche cavaliere e gran portento, ma è maleducato e arrogante.
Ci vorranno un drago fumante e un sedere bruciacchiato per insegnargli le buone maniere.
“Non serve una formula di magia, basta il bel garbo, la cortesia. Son due parole, fan poco rumore… avanti, coraggio, dì PER FAVORE”.

PER PARLARE DI:

La storia vuole gettare le basi per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva che guida a comunicare “con il cuore”. Il garbo, il rispetto, la delicatezza nei rapporti costituiscono la base dell’educazione e del rispetto reciproco così come le formule di cortesia, che contribuiscono a rendere più lieve la nostra vita.

CLASSE DI RIFERIMENTO:

Bambini di classe 1°.

 COME LAVORARE SUL TESTO:

  •  In circle time lettura animata del testo, scoperta della PAROLA MAGICA che modifica le relazioni nel paese di Belgarbo e discussione collettiva. Individuazione di altre parole magiche da riportare su cartellone.
  •  Ricerca dei suoni nelle rime. Giochi con le rime individuate: a voce bassa, bassissima, a voce alta, altissima, come la lumaca…, lettura robotica, scansione in sillabe.
  • Ricerca di assonanze e nuove rime. Costruzione di una filastrocca partendo dai termini proposti dai bambini.
  • Individuazione del tema, dei personaggi, della sequenza narrativa. Con la guida dell’autrice, realizzazione grafica dei personaggi o della sequenza narrativa a piccoli gruppi.
  • Con l’utilizzo di vecchie calze, costruzione individuale di marionette: il drago, il re, il cavaliere Ammazzadraghi.
  • Drammatizzazione del testo utilizzando le marionette prodotte dai bambini.

A ciascuno il suo carattere

Cosa avranno in mente gli animali strampalati? Il cigno Giacinto vuol conoscere il mondo, il cobra Sigismondo cerca l’amicizia dell’uomo, il leone Giangastone non è contento della sua criniera…
Storie brevi e divertenti di animali stravaganti, per capire che ogni difetto può trasformarsi in pregio, e che dall’incontro delle diversità nasce la meraviglia dello scambio e della comunicazione.

PER PARLARE DI:

Animali, valore della diversità, rispetto reciproco, pregi e difetti caratteriali.

CLASSE DI RIFERIMENTO:

Bambini di classe 1° e 2°.

COME LAVORARE SUL TESTO:

Il racconto aiuta a riflettere sul valore della diversità, che è ricchezza e non ostacolo, per far capire anche ai più piccolini che ognuno di loro ha un valore unico, che unito a quello degli altri forma la bellezza dello stare insieme.

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