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Il Kamishibai: uno strumento, mille possibilità didattiche

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Come usarlo in classe?

Il Kamishibai rappresenta uno strumento didattico molto interessante per la sua capacità di attirare i nostri bambini e di suscitare in loro emozioni. Chiaramente anche proporre una storia in maniera tradizionale mobilita emozioni e cattura l’attenzione, tuttavia, il Kamishibai nella sua progettazione risulta essere molto più stimolante e divertente.

Il fatto che noi insegnanti ci posizioniamo dietro al teatrino e leggiamo o meglio interpretiamo il testo della storia è un approccio diverso per introdurre i bambini alla lettura, per stimolarli, per arricchire lo scambio e l’iterazione didattica. Raccontare storie contribuisce a rendere più sereno e rilassato il clima d’aula favorendo l’apprendimento stesso.

Usare il Kamishibai nella didattica non significa sostituire o eliminare l’utilizzo di storie e racconti tradizionali ma si pone come uno strumento didattico alternativo capace di stimolare la motivazione sia nei bambini che in noi insegnanti. Sappiamo benissimo il ruolo che riveste la motivazione nell’apprendimento e quanto sia importante, in un’ottica costruttivista, mettere il bambino al centro facendolo diventare il vero protagonista dell’apprendimento.

In aggiunta, utilizzare il Kamishibai in aula ha la capacità di creare un effetto magico e creare suspence. Il tutto è possibile grazie all’effetto sorpresa creato dal teatrino (e da noi insegnanti!). Il movimento delle tavole fa in modo che i nostri piccoli spettatori pensino, riflettano e cerchino di immaginare cosa potrebbe succedere nella tavola successiva, andando così a lavorare sulla capacità di anticipazione e sulla capacità di mantenere un livello di concentrazione adeguato.

Amo far sedere i bambini a terra, in circolo e l’effetto gruppo che si crea mi dà anche la possibilità di lavorare sulle loro emozioni, di condividere con loro i sentimenti provati durante l’interpretazione della storia.

Si tratta infatti di una vera e propria interpretazione perché chiaramente non è sufficiente avere delle storie accattivati e delle belle tavole ma riveste un ruolo determinante il modo con cui interpretiamo la storia, in sostanza come la recitiamo, il tono di voce che decidiamo di dare ai personaggi e anche il ritmo con cui passiamo alla tavola successiva.

La prima volta che ho usato il Kamishibai in aula ho acquistato l’intero kit così da poter avere già la storia pronta, le tavole e il teatrino. Quest’anno mi sono posta l’obiettivo di costruire le tavole con i miei bambini. Sarà divertente per loro e per me… provare per credere!

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